La storia dell’accendino, un accessorio senza tempo

Se c’è un accessorio che ha attraversato i secoli e che, oggi come oggi, è diffuso in tutto il mondo, è l’accendino. Sono diversi i contesti in cui lo si può acquistare. Si va dal supermercato, fino alla tabaccheria. Nei casi in cui, invece, si parla di clientela business, i riferimenti sono gli e-commerce di ingrosso accendini clipper. Negli ultimi anni, complice l’esplosione del web come canale di rifornimento per i piccoli negozi e i punti vendita delle grandi catene, sono letteralmente esplosi i sopra citati portali.

Per amor di precisione, è il caso di sottolineare che, in molti casi, questi negozi online guardano a 360° al mondo dei fumatori, includendo per esempio articoli legati al mondo della cannabis e al CBD in particolare (vaporizzatori, vassoi per rollare etc.).

Gli accendini, però, rimangono tra i prodotti più acquistati. Nominarli e parlare della loro storia vuol dire chiamare in causa aneddoti conosciuti a pochi. Cosa aspettate a scoprirli?

Quando è nato l’accendino?

La storia dell’accendino ha avuto inizio nel 1823 grazie al lavoro del chimico tedesco Johann Wolfgang Döbereiner. Il suo nome è noto anche per il ruolo decisivo nel percorso che ha portato alla messa a punto della tavola periodica degli elementi.

Una curiosità relativa alla storia dell’accendino riguarda il fatto che la sua invenzione risale a quattro anni prima rispetto a quella del fiammifero.

Proseguendo con i dettagli relativi alla storia dell’accendino, non si può non citare i combustibili che, nel corso degli anni, hanno permesso di farlo funzionare. Inizialmente si utilizzava la benzina. Successivamente, è subentrato il GPL. Tornando un attimo alla benzina, ricordiamo che ancora oggi è molto apprezzata. A dimostrazione di ciò, è possibile citare l’esempio di un’icona intramontabile come lo Zippo.

Quali sono i suoi vantaggi? Il principale è legato al fatto che, grazie ad essa, la fiamma emessa dall’accendino risulta costante. Il motivo? L’insensibilità del combustibile alla temperatura.

La lampada di Döbereiner

Oggi come oggi, gli accendini possono essere di dimensioni a dir poco contenute. Come dimostrano i prodotti che si possono acquistare comodamente online su siti come Simply Green e altri portali di settori, a volte ci si può addirittura dimenticare di averne uno in tasca.

La situazione agli albori della storia dell’accessorio era ben diversa. Si parlava infatti di un’innovazione nota come lampada di Döbereiner. In cosa consisteva? In un contenitore realizzato in vetro. All’interno di esso, Döbereiner permise il verificarsi di una reazione chimica che coinvolgeva due sostanze, ossia l’acido solforico e lo zinco.

Dalla loro sinergia veniva generato l’idrogeno gassoso. Lo step successivo del funzionamento del primissimo accendino della storia prevedeva il rilascio del sopra menzionato gas attraverso una valvola e, a seguito del suo contatto con un filamento in platino, l’accensione dello stoppino.

Da queste righe è chiaro come, agli inizi del XIX secolo, il congegno inventato da Döbereiner fosse complesso e costoso. Alla luce di ciò, fu considerato nell’immediato come un prodotto di nicchia.

Chi non poteva permetterselo si trovava davanti a due alternative: l’acciarino o il già citato fiammifero. La produzione industriale di quest’ultimo ebbe inizio nel 1827 grazie all’iniziativa del chimico inglese John Walker. Il suo lavoro si basò molto sulle basi gettate agli inizi del XVII secolo da Robert Boyle con le reazioni del ferro e dello zolfo (il suo impegno non sortì l’effetto sperato per via del mancato raggiungimento di risvolti pratici).

La svolta decisiva per la storia dell’accendino arrivò oltre un secolo dopo grazie a George Grant Blaisdell. Risale al 1933 il suo progetto di un accendino di piccole dimensioni e soprattutto semplice da utilizzare. Nacque così lo Zippo, oggetto con valenza iconica anche grazie alla scelta di inserirlo in numerose pellicole, tra cui l’indimenticabile Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

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